Aldo Foglia
Per discutere la civica - CCTG
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La presente riedizione è stata stimolata dall’accoglimento
di un’iniziativa che ha imposto l’insegnamento
della “civica” come materia scolastica,
facendo leva sull’argomento per cui la calante
partecipazione alla vita pubblica va imputata alla
scuola che non la insegna più. Dimenticando che
l’educazione civica del buon tempo che fu somministrava
le “formule magiche” delle istituzioni
politiche come una sorta di dogma, “valori” cioè,
praticati solo finché condivisi. Da abbandonare,
quando non li si “sentisse” più. A meno che, la tesi
del testo, non si restituisca loro la funzione che
i concetti hanno, “far esistere”, far comprendere,
“il mondo”, anche le nostre istituzioni civiche. Per
far che occorre “mettere in discussione” questi
“valori”, di qui il titolo del testo. Un’educazione
alla cittadinanza così intesa implica però il confronto
con questioni spiacevoli, come quelle sottese
alla giuridicità, modo raffinatissimo, estremamente
complesso, nonché ancora misterioso
per dire che chi ha vinto è nel giusto, mentre chi
perde è perché sbaglia!
di un’iniziativa che ha imposto l’insegnamento
della “civica” come materia scolastica,
facendo leva sull’argomento per cui la calante
partecipazione alla vita pubblica va imputata alla
scuola che non la insegna più. Dimenticando che
l’educazione civica del buon tempo che fu somministrava
le “formule magiche” delle istituzioni
politiche come una sorta di dogma, “valori” cioè,
praticati solo finché condivisi. Da abbandonare,
quando non li si “sentisse” più. A meno che, la tesi
del testo, non si restituisca loro la funzione che
i concetti hanno, “far esistere”, far comprendere,
“il mondo”, anche le nostre istituzioni civiche. Per
far che occorre “mettere in discussione” questi
“valori”, di qui il titolo del testo. Un’educazione
alla cittadinanza così intesa implica però il confronto
con questioni spiacevoli, come quelle sottese
alla giuridicità, modo raffinatissimo, estremamente
complesso, nonché ancora misterioso
per dire che chi ha vinto è nel giusto, mentre chi
perde è perché sbaglia!