Il gioco è una cosa seria. Intervista a Masiar Babazadeh
Da bambini, costruiamo torri di mattoncini per comprendere l’equilibrio, giochiamo a nascondino per affinare l’attenzione, inventiamo storie per esplorare il linguaggio. È un processo istintivo, primordiale, che ci permette di acquisire competenze senza avvertirne il peso. Il gioco è la nostra prima palestra cognitiva, il più antico strumento di apprendimento. Ma perché, allora, dovrebbe smettere di funzionare una volta raggiunta l’età adulta? La risposta è semplice: non smette affatto.
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